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Avere un capro espiatorio ci rende davvero persone migliori?

Avere un capro espiatorio ci rende davvero persone migliori?
by Blooma Life, motivation, thoughts August 25, 2018

Ore 8:56 e ho avuto la sana idea di scrivere questo post qua sul blog evitando di esporlo a un pubblico facebook non in grado di rifletterci sopra.

Sarà che da mesi non lo utilizzo praticamente più fb, che lo vedo come un infinito ring dove combattono persone goffe e scoordinate. E no, la mia visione non vuole peccare di presunzione o superiorità, elevandomi un gradino sopra di loro, ma solo il palesare un distacco da un mondo, piattaforma che non mi appartiene molto.

Purtroppo ho visto negli anni come Facebook abbia determinato la vita reale di moltissime persone, abituate a vivere su quel social ogni giorno sempre di più facendosi coinvolgere emotivamente da persone, avvenimenti, cause anche molto lontane a loro. Insomma di come un semplice post, o un like ad esempio determina la giornata di un individuo, portandolo a perdere così parzialmente o totalmente il contatto con ciò che realmente lo circonda.

In questi anni ho partecipato al social in maniera attiva e proattiva ed io stessa sono stata immischiata in discussioni davvero sterili dato che mai portano a qualcosa di costruttivo.

Ho visto l’odio aumentare sempre di più, ma un fenomeno mi ha colpito molto, sul quale stamani ho iniziato a riflettere.

Ecco, questo post è perciò una riflessione e nemmeno una teoria di cui sono convinta, solo una serie di pensieri partiti random stamani dopo aver aperto il famoso social e aver letto qualche post random nella wall.

Ho notato che ogni anno o due, si crea un gruppo da odiare e da qui parte la faida come tra east e west coast.

Ci sono stati gli anni di lotte tra onnivori e vegani, curvy vs skinny, il periodo si vaccini contro no vax, quello di chi non vuole assolutamente figli contro le pancine.

Gruppi che ogni giorno fanno lotte sul web a suon di post quando pseudo costruttivi -di facciata- , quando accuse reali, quando con tanto di minacce.

Ho sempre pensato che il confronto costruttivo sia importante e che aiuta molte persone a riflettere, ma diciamocelo, fb non è il luogo adatto per sostenere conversazioni di un certo tipo anche perché le parole scritte possono essere interpretate con molteplici toni che il fraintendimento è sempre dietro l’angolo.

Ma, a parte questa premessa, che troverà d’accordo forse alcuni di voi, il pensiero di stamani è stato dato da una cosa: su fb abbiamo tra gli amici alcune o molte persone che non conosciamo, alle quali attribuiamo un post scritto, solo per come è stato scritto, ovvero ci facciamo un idea di quella persona in quel momento sulla base del post che ha scritto e di come si pone nei commenti.

Stamani mi è capitato di leggere il post di una persona che ho avuto la possibilità di conoscere di persona e non solo per un’ora. Leggere quello che scrive mi ha fatto riflettere molto.

Perché? Perché i post di pseudo rabbia che scrive contro una categoria dovrebbero essere l’ultimo dei suoi problemi dato che ha una vita molto particolare sulla quale vorrebbe e dovrebbe lavorare (e non lo dico con tono malizioso, ma è un dato di fatto avanzato da questa persona stessa).

Così ho pensato a come, quando abbiamo una vita che non ci appaga, quando siamo depressi, insoddisfatti sia più semplice odiare tutti, piuttosto che fare un percorso introspettivo e prendere le redini della propria vita in mano.

Di come spesso sia difficile prendere consapevolezza di sé stessi e della rabbia che abbiamo dentro, incanalandola nella costruzione e il miglioramento di sé, ma riversarla sulla categoria che in quel preciso momento sentiamo più lontana da noi.

Ad esempio, ogni volta che esco a cena fuori con amici e/o con Dario, sono soggetta a critiche o battute sulla mia alimentazione vegan: una volta il cameriere di un ristorante mentre faceva accomodare me e mio marito, ci disse a battuta “ah siete voi quelli vegan! Potete anche tornare a casa!” E solo la voglia di non fare piazzate in mezzo al ristorante mi impedì di alzare immediatamente il culo e andarmene. Altra volta fui trattata malissimo a un battesimo dal gestore del ristorante che continuava a dirmi “dai su dimmi che vuoi, non mangi nulla, io non so cosa farti, dai dimmi che vuoi no?” Con tono davvero di sfida e arrogante.

Insomma in 10 anni ne ho accumulate di esperienze negative e battute del cavolo “grazie” alle quali potrei scrivere ogni giorno post rabbiosi contro una categoria che spesso mi imbarazza, umilia e fa sentire inadeguata, ma onestamente non me ne frega un cazzo.

Ho imparato con gli anni, essendo molto in pace con me stessa stessa, che tutte le energie che investiamo in queste discussioni sterili su fb è meglio investirle in cose personali, utili per noi stessi.

Sapete in quante cose potreste investire il tempo perso dietro a discussioni inutili su quel social?

E così la persona in questione avrebbe davvero un gran lavoro da fare su se stessa per rimettersi in forma mentalmente parlando, dopo un periodo più che brutto, ma sembra che tutte le sue energie vadano sulle lotte a una categoria di persone che “nemmeno se la incula” .

Insomma in soldoni perché non impariamo a canalizzare tutte queste energie ed usarle per qualcosa di utile a noi stessi piuttosto che creare sti flame assurdi? Veramente dopo aver passato una giornata dietro una discussione su facebook vi sentite persone migliori? E’ davvero un pensiero che mi attanaglia, perché da fuori io le vedo come l’ennesima mossa per cercare di convincersi di essere migliori degli altri, l’ennesima mossa per cercare di pensare meno ai veri problemi creandosene altri, o togliere peso ai propri dicendo che gli altri ne hanno mentalmente di più grandi.

Insomma smettiamo di sentirci superiori agli altri, sia che siamo vegani, curvy, pro figli ecc, smettiamo di essere ipocriti con noi stessi ed iniziamo ad utilizzare il nostro tempo in cose realmente utili per noi e non nel convincerci di essere altre persone. Perché una volta chiuso fb torniamo tutti i soliti stronzi coi mille problemi che la vita ci lancia contro ogni cavolo di giorno e vi assicuro che il problema del cameriere che mi fa la battuta del cazzo ecc lo risolvo meglio cambiando ristorante che scrivendo un post inneggiante all’odio verso la categoria opposta alla mia.

Pace.

4 comments on this post

  • Alessandro Buzzoni
    Alessandro Buzzoni
    August 25, 2018
    Come non essere d'accordo, difficile. penso però che tutto questo sia fisiologico e parte imprescindibile del mondo online. un tempo si facevano le discussioni al bar e nelle piazze, oggi sui social, ma il modello non è molto diverso. il problema maggiore è che oggi tutti vogliono dire la propria, sempre e comunque, anche su temi su cui hanno una ignoranza spaventosa. basta un video su YouTube e fioriscono tuttologi come se piovesse. quando il tuttologo di turno si esprime, non può che creare lo scontro, chi è fico come lui ed è illuminato, contro il resto del mondo (gli sfigati). se poi il tuttologo ha 50k followers allora si pone sul piedistallo della ragione e chiama a forza I suoi sudditi affinché facciano branco contro gli sfigati di turno. a volte vorrei partecipare ad una discussione che realmente mi interessa ma ho rinunciato anni fa, è diventato impossibile confrontarsi sui contenuti, perché l'obiettivo di chi Inizia il post è sempre e solo lo scontro, la battaglia, e vuole vincere, costi quel che costi. non gli importa argomentare con intelligenza, mostrarsi competente. vuole solo i 15 minuti di palcoscenico, per cui lo scontro è il mezzo più rapido per ottenere lo scopo.
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    • Blooma
      Blooma
      August 26, 2018
      E' verissimo: nessuno o in pochi cercano di confrontarsi con educazione e sono disponibili ad ascoltare il pensiero altrui. Oltretutto, come dici tu, spesso le persone si ergono in cima a piedistalli immaginari sulla base non si sa di cosa. Nella situazione espressa da me, quella che mi ha fatto riflettere, è palese come spesso le persone utilizzano argomenti che nemmeno li riguarda per creare flame assurdi, quando nella propria vita avrebbero a molte cose a cui pensare.
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  • DAVIDE
    DAVIDE
    August 25, 2018
    Avere un capro espiatorio non ci rende persone migliori, ci da solo l'illusione del perdono. Distoglie la nostra attenzione da quelle che sono le nostre colpe, o meglio, le nostre responsabilità. Proiettare i nostri sensi di colpa, o colpe reali, è spesso inconscio, ma comunque non giustificabile. Quindi no, a mio parere, avere un capro espiatorio ci rende deboli, non migliori. Si diventa forti quando ci si rende consapevoli di ciò. Saluti Bloom😉🙄
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    • Blooma
      Blooma
      August 26, 2018
      La penso esattamente come te: come dice Mannarino "quanno un giudice punta er dito contro un povero fesso nella mano stringe artre tre dita, che indicano se stesso"
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