Gallery
Copyright © 2017 BloomaBlossom.com | All Rights Reserved.

OGNUNO HA LA SUA STORIA PASSATA. TUTTI POSSONO SCRIVERE LA PROPRIA STORIA PRESENTE E FUTURA. E TU STAI SCRIVENDO LA TUA?

 

Molto spesso mi viene chiesto come mai "Blooma Blossom" ed è proprio da qui che voglio partire.

Quando la mia carriera di modella ha iniziato a prendere piede mi consigliarono di trovare un nome d’arte.

Si avrei potuto usare il mio nome e cognome, ma il nome d’arte faceva più cool.

Mi misi lì una mezza mattinata a pensare, non mi veniva proprio niente.

Poi la parola Bloom mi balenò in mente. 

Potrebbe far pensare ad un amore per i fiori, o per la primavera, beh.. per quanto queste due cose siano vere, non è per questo che lo pensai e scelsi.

I verbi to bloom e to blossom significano sbocciare, sfiorire, si proprio come i fiori a primavera ed io era propri quello che stavo facendo. Come i fiori dopo un inverno rigido e freddo, stavo tornando al mondo, pronta a splendere e colorare il mondo.

Da cosa stavo rinascendo? 

A 18 anni finii in uno stato di profonda depressione; sentivo che nel mondo non c’era posto per me, che nessuno comprendeva il mio modo di essere e di pensare, né gli amici né tantomeno in famiglia. Volevo sempre scappare dalla piccola città in cui vivevo e vivo tuttora perché me la sentivo stretta: sentivo il bisogno di allontanarmi da tutto ciò che mi faceva sentire come se la mia vita fosse già stata programmata e che ogni scelta diversa, a partire dall’aspetto estetico, era un gigantesco errore.

Mi sentivo sola.

Mi sentivo sbagliata.

L’unica soluzione a questa situazione fu una cura a base di psicofarmaci, 5 al gg. Soluzione che mi provocò non solo ulteriore malessere, ma che mi portò come spesso accade, a prendere molto peso.

Il problema di quando prendi peso è che non te ne accorgi: o te lo fanno notare o te ne accorgi quasi per caso, ed è così che successe per me.

LA depressione, seppur fossi fidanzata, mi portò a chiudermi tra le 4 mura di camera: non mi andava di uscire, anche perché spesso avevo attacchi di panico per cui dovevo letteralmente scappare da molti posti precludendo il divertimento anche ai miei amici, mentre altri luoghi erano off limits.

Insomma passavo ore a giocare a the sims e scrivere, stop.

In questo modo, con zero vita sociale se non in quelle ore di lavoro in autogrill, non avevo modo di confrontarmi col mio corpo che stava cambiando proprio perché ero sempre vestita comoda e con le stesse cose.

Un giorno però mia cugina mi chiese di uscire e mia madre quasi mi obbligò. Non solo se lo fai anche tu, ma io prima di uscire o di un evento, mi programmo mentalmente il look, cose tipo “i capelli li faccio così, a quei leggings abbino quel top ecc ecc”

Per quell’occasione avevo scelto dei jeans elasticizzati verdi che amavo. Il look era figo e nella mia testa funzionava benissimo.

Il giorno dell’appuntamento inizio a ricrearlo e quando arrivo a mettere i jeans ecco che questi non salgono oltre le ginocchia.

Ero davanti allo specchio e perciò, incredula, guardai il mio riflesso ad altezza ginocchia, appunto. 

Era tutto vero. Stava succedendo davvero.

Sentii lo sconforto in mezzo al petto e deglutii come a volerlo spingere giù, poi mi guardai in viso, sempre nello specchio e li vidi la dura realtà.

Avevo preso quasi 20 kg. Sentiti quello sconforto, ormai sceso nello stomaco, incendiarsi, trasformarsi in rabbia e in odio. 

Esplosi.

Presi ogni abito del mio guardaroba e buttai via tutto in preda ad un’isteria indescrivibile.

Avevo toccato il fondo e non sapevo come risalire. Non solo non mi sentivo a mio agio nel mondo, ma non mi sentivo più nemmeno a mio agio con me stessa. 

L’unica cosa che sapevo è che non volevo stare così.

Purtroppo quando passi questi momenti e sei inerme, gli altri prendono decisioni per te e tu glielo lasci fare perché non hai proprio le facoltà per capire cosa è giusto e sbagliato . 

Per fortuna, grazie ad un buon medico riuscii a smettere la cura antidepressiva, ma per il resto nessuno sapeva aiutarmi.

Le “amiche” dicevano che dovevo accettarmi e che ora stavo bene perché non ero più in depressione quindi l’associazione era 

Magra = depressa

Sovrappeso = felice

Ma chi glielo spiegava che non era proprio così. Altre mi dicevano che le doti di una persona non si misurano dall’estetica e che era fondamentale che pensassi ad altro e non all’apparire, cose “da superficiali”. Ognuno provava a modo suo a dirmi “sei così, fattene una ragione”

Ma io quella ragione non me la facevo. 

Ma ci provai iniziando a seguire una ragazza che inneggiava all’orgoglio curvy; provai ad imitare il suo look pinup e seguire ciò che diceva. La conclusione? Mi sentivo ancora più ridicola.

Ma allora cosa dovevo fare?

Navigando online incappai nelle foto di alcune alternative models, modelle tatuate e non che rompono i canoni estetici della moda. Erano belle e sicure di sé. Pensai vedendole che se il mondo aveva posto per loro allora poteva aera spazio anche per me e così inconsapevolmente stabilii che quello era il mio obiettivo. Essere come loro.

Iniziai, con la scusa di far uscire i cani in passeggiata, a camminare e muovermi. All’inizio camminare mezz'ora era impossibile, non avevo fiato e le gambe erano pesanti, ma ero motivata e ogni settimana facevo qualche metro in più di quella precedente.

Iniziai anche a controllare un pochino di più quello che mangiavo, ma senza un reale criterio, insomma la classica dieta fai da te dove credi di far bene, ma dove spesso fai svariate cavolate.

Ma funzionava. Stavo perdendo peso. Non mi pesavo, ma lo vedevo dallo specchio e dai vestiti.

Con gli anni insieme al mio corpo anche la mi amente stava cambiando riprendendo sempre più autostima persa gli anni precedenti e senza la quale mi ero privata di anni di gioia e momenti belli: mai una vacanza, mai una vita sociale. Ovviamente anche i rapporti che avevo cambiarono e chiusi la relazione con il ragazzo col quale convivevo.

Fu una dura botta, ma fatta consapevolmente, che mi portò a concentrarmi ancora di più ed avere più tempo per me. 

La camminata era diventata il mio momento zen, la mia valvola di sfogo, non potevo farne a meno e ricordo che un giorno, coi cani stremati, camminai per 7 ore filate.

Tutto sembrava andar bene e infatti, grazie all’invito di una ragazza make-up Artist, le feci da modella ed iniziai a posare. 

Questo hobby, diventato successivamente il mio lavoro principale, mi fece prendere ancora più consapevolezza del mio corpo e lì vidi come, seppur avessi perso peso, non avessi una forma fisica al top.

Molti fotografi infatti, scorrendo le reviews delle foto, indicavano la cellulite e dicevano “tranquilla tanto qua sistemo con photoshop”. Io questa foto la odiavo.

Sono una persona che chiede sempre tanto a sé stessa e che vuole sempre fare di più e lì mi dissi che avrei dovuto fare qualcosa per non sentire praticamente più quella frase e risolvere il problema alla base.

Iniziai, come con la dieta, allenamenti fai da te, seguendo i video YouTube, ma la mia costanza era pari a zero.

Se saltavo un giorno, dicevo dai lo farò domani e il giorno dopo risaltano dicendo “vabbè ormai riprendo dalla prossima settimana”.

E così per mesi e mesi, buttando soldi in integratori, creme li politiche e anti cellulite ecc 

Fino a che un giorno su instagram mi scrisse un ragazzo che fa il pt online e mi chiese se avevo bisogno di una mano. Ne approfittai immediatamente.

Iniziai ad allenarmi in casa perchè ero terrorizzata dall’allenarmi in palestra: troppe persone che ti guardano e magari ti prendono in in giro.

Mi fece capire come fino a quel momento avessi mangiato male nonostante la mia dieta vegan, e mi dette le schede di allenamento da seguire. 

Vidi i primi risultati sostanziali che mi spinsero ad alzare il tiro ed iscrivermi in palestra dove mi accorsi che in realtà nessuno presente era lì per stare a presso a me. Così mi tranquillizzai ed inziai ad allenarmi sempre più seriamente. 

Iniziai a condividere sui social i miei progressi e piano piano tante ragazze iniziarono a interessarsi e scrivermi cercando consigli e supporto.

Più queste richieste aumentavano più capii che avrei dovuto fare qualcosa di concreto per loro e così, dopo aver fatto il corso, mi diplomai come personal trainer creando Blooma Blossom Fitness e grazie al quale offro programmi su misura e coaching privato alle ragazze.

Vedi, quello che faccio e che mi ha portato ad essere qui oggi è proprio il voler essere quella figura che avrei voluto incontrare quando capii di essere ingrassata molto, quella che vorrei mi avesse presa per mano e accompagnata nella creazione del mio nuovo stile di vita.

Lo farò con te.

Step by step.

Iniziamo e diamo il via alla tua nuova vita.

Che tu possa sfiorire.

Blooma

X