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Vita da tatuata

Vita da tatuata
by Blooma August 05, 2018

Vita da tatuata: il mio primo tatuaggio. Work in progress e progetti futuri. Pentimenti. Reazioni delle persone.

Ciao a tutti e ciao a tutte,

rileggendo i miei blog posts e i mini blog su Instagram, mi sono resa conto che parlo sempre delle mie passioni tranne di quella che più, a colpo d’occhio, mi caratterizza: i tatuaggi.

Nel 2018 siamo in molti ad essere tatuati, chi più chi meno, ma davvero una percentuale altissima ha almeno un tatuaggio. Certo, lo so, è diverso avere un infinito tatuato sul polso rispetto al 40% di corpo tatuato, ma, comunque, quel piccolo “infinito” fa sì che il pregiudizio verso i tatuati si sia abbastanza attenuato e non veniamo più visti come alieni, ma in modo molto più “””””normale“”””. 

Le persone ormai non reagiscono più tanto come anni fa, quando e ne avevo pochi, mi dissero “Se ti trovassi al mare vicino a me, dovrei cambiare ombrellone dallo schifo che mi fai”, ma alcuni si limitano a guardare senza dire nulla. 

Feci il mio primo tatuaggio a circa 15 anni e fu del tutto inaspettato. 

Quel giorno infatti doveva tatuarsi il mio fidanzato dell’epoca e mia mamma ci accompagnò. Quando il mio ex finì il suo, mia mamma chiese se c’era posto di farne uno anche a me e il tatuatore disse di sì e di scegliere un soggetto tra gli sketch book e così decisi di fare la trischele in fondo alla schiena. 

Mia mamma ancora non sapeva che stava creando un mostro XDD

Al tempo avevo la fissazione per la simbologia e la musica celtica, in più mi ricordava tantissimo la mia infanzia, passata incollata davanti alla serie “streghe” XD

Senza pensarci molto lo scelsi e lo feci.

Da lì passò un anno e mezzo prima di fare il secondo tatuaggio (le tre stelle sotto al seno) e a 18 anni feci il pezzo sulla schiena.

Diciamo che fino a quel momento la mia ignoranza in fatto di tatuaggi regnava sovrana e inconsapevole di tutto andai dal primo tatuatore sentito. Non ne capivo niente di stili e pensavo che tutti potessero fare (bene) tutto.

Il risultato?

Una schiena intera da coprire (infatti non è nemmeno mai stata finita) e per quanto riguarda le stelle, il tatuatore mi passò pure sopra 2 nei, cosa che andrebbe ben evitata.

Per fortuna crescendo ho preso consapevolezza capendo che questo mondo aveva molto molto di più di quello che credevo e soprattutto che di artisti bravi ce ne sono davvero molti che “accontentarsi” di quello più vicino e low cost, come pensano in molti, è davvero una cazzata. 

Io vedo i tatuaggi come parte di me, ed anche se la maggior parte dei miei ad esempio non ha un significato, mi rappresentano tutti, ed è un po’ come indossare un vestito: se questo rientra nel tuo stile lo porti alla perfezione e anche all’occhio di terzi non stona niente.

Il problema degli ultimi anni è che c’è stata la gara a chi arriva a 20 anni più tatuato e, cavolo, io vi invidio che a quell’età avete già la vostra vita futura così limpida nella vostra testa, ma il problema è che spesso scelte affrettate portano pentimenti futuri.

Per me iniziare a tatuarmi posti visibili è stata una terapia: tattoo dopo tattoo riuscivo a vedere nello specchio sempre più la vera me, ma prima di tatuarmi zone “compromettenti” ho aspettato davvero molto e ci ho ragionato su anni. 

Per cui come consiglio vi do quello di pensare molto molto bene sulle zone in cui volete tatuarvi perché seppur, come dicevo su, i pregiudizi sono meno rispetto ad anni fa, ancora potreste compromettervi opportunità, e non parlo di un posto di lavoro, che è comunque importante chiaramente, ma anche opportunità alle quali tenete.

Ad esempio io lavoro nel mondo Alternative e se per molti fotografi più tatuaggi hai più hai opportunità di essere scelta come loro modella (oltre chiaramente alle capacità come tale), altri, ti rifiutano perché preferiscono immagini molto pulite ed eteree.

Il tatuaggio in viso infatti lo rifarei mille volte -e infatti ho tatuato pure un simbolo sullo zigomo poche settimane fa- ma ammetto che per alcuni tipi di foto e lavori come hostess sono stata scartata. 

Pensateci davvero bene, affidatevi a veri professionisti, anche se questo significa dover risparmiare un anno e magari andare a tatuarsi a 30km; vedrete che il risultato finale vi ripagherà di più del dover poi fare un restyle o coverup anni dopo.

Un altro consiglio è quello di lasciar fare al tatuatore.

Se voi ne avete scelto uno, dando per scontato che lo avete scelto non per i motivi su detti (vicinanza e low cost), significa che vi piacciono i suoi lavori e che volete uno o più dei suoi pezzi. Per cui non necessariamente dovete solo scegliere dal suo sketch book, ma anche andando a chiedergli un soggetto specifico evitate di dirgli di farvelo uguale alla reference che gli porterete, a maggior ragione se è di un tatuatore che fa lo stesso stile – a quel punto andate da lui direttamente-. Andate con l’idea chiara, ma siate super aperti alle proposte che lui vi farà per renderlo adatto al vostro corpo/stile e soprattutto per renderlo unico. 

Insomma di rose, cuori sacri, lupi e via dicendo c’è pieno il mondo e di sicuro “è già stato fatto tutto”, ma ogni artista darà il suo tocco personale e metterà quella cosa in più per rendere quel pezzo solo e unico.

Io per coprire la schiena, seppur lo farei oggi stesso, devo aspettare almeno un anno: non so se farò gare bikini e avere una schienata tatuata completamente potrebbe penalizzarmi molto, per cui, sto aspettando da 10 anni, posso attenderne un altro.

Il progetto su cui sto investendo molto è la gamba sinistra che sta realizzando mio marito (@dariodlamb) che vede come soggetti tutti richiami ai nativi americani che io amo alla follia.

Mancano ancora molti pezzi, dato che sarà una full leg, e da colorare quelli che ho già e poi vorremo portarla a qualche contest.

Una cosa che forse non sapete è che la iena tatuata dietro il polpaccio rappresenta non solo un animale che adoro, ma è un tributo alla canzone degli Afterhours “ballata per la mia piccola iena”.

Altra parte del corpo che vorrei finire a breve è il collo: devo colorare il marabou sul lato destro, dedicato al mio libro preferito “Tolleranza zero” di Irvine Welsh e fare il fenicottero a sinistra.

Per quanto riguarda il braccio sinistro vorrei davvero iniziarlo e finirlo, ma non sono sicura di cosa e non me la sento ancora di iniziare con piccoli pezzi, magari tra qualche mese o anno arriva l’illuminazione 😀

E voi avete tatuaggi? Ne state programmando altri? 

Scrivetelo nei commenti qua sotto.

Baci

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